Archivio per giugno 2010

SCIOPERO GENERALE COSTRUIAMOLO UNITARIAMENTE DAL BASSO!

16 giugno 2010

Segnaliamo questa iniziativa, tanto piu’ importante quanto e’ pesante l’attacco che stanno subendo i diritti di tutti, lavoratori del pubblico e del privato, italiani e immigrati.

SCIOPERO GENERALE

COSTRUIAMOLO UNITARIAMENTE DAL BASSO!

Questa crisi sta continuando a peggiorare le nostre condizioni. I padroni, per tenere alti i loro profitti, cercano tutti i modi per tagliare i salari e speculare. Il governo italiano così come la Commissione europea stanno varando i cosiddetti piani di austerità per aumentare lo sfruttamento di chi lavora e garantire alti profitti alle imprese e alle banche.
La prossima Finanziaria – assieme al Collegato lavoro e alle misure vessatorie nei confronti dei migranti – è un ulteriore grave provvedimento per colpire chi lavora, con un taglio gravissimo alla spesa pubblica e ai servizi sociali; forse tamponerà momentaneamente la crisi, ma la aggraverà sicuramente nei prossimi mesi.
Migliaia di lavoratori e lavoratrici in lotta in provincia di Milano e in Lombardia si stanno opponendo alle ristrutturazioni, ai licenziamenti e ai tagli alla scuola e ai pubblici servizi in generale cercando di unire le forze per resistere meglio. Non si può rispondere a un attacco così pesante in ordine sparso come tentano di imporci le numerose sigle sindacali.
Noi intendiamo valorizzare tutte le mobilitazioni in programma. Il 14 giugno è stato convocato da alcuni sindacati di base uno sciopero del solo pubblico impiego. Noi pensiamo che bisogna lavorare perché lo sciopero del 25 giugno diventi davvero uno sciopero generale, un momento di unità di tutto il mondo del lavoro, sia pubblico che privato, indipendentemente dalle sigle sindacali e su precisi obiettivi.
Possiamo costruire quest’unità dal basso a partire dalle Rsu, dai lavoratori, dai precari, dai migranti.
Il 25 giugno sono stati proclamati due scioperi e due manifestazioni, sia Cgil che sindacalismo di base: non possiamo permetterci di restare divisi in piazza.
Uniamoci tutti

  • per bloccare i licenziamenti, le chiusure di fabbrica, le esternalizzazioni, i tagli alla scuola e alla spesa sociale.
  • contro le speculazioni edilizie e finanziarie, principali cause di chiusure e delocalizzazioni
  • per la distribuzione del lavoro che c’è – lavorare meno e lavorare tutti – a parità di salario
  • per la stabilizzazione di tutti i precari e gli atipici
  • per dire No alla Finanziaria e all’attacco al pubblico impiego, al Collegato lavoro, alla precarietà, alle misure contro i lavoratori immigrati.

Chiediamo alle Rsu, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai disoccupati, ai cassintegrati, agli immigrati di sottoscrivere questo appello e partecipare all’assemblea autoconvocata di venerdì 18 giugno alle ore 18.00 alla Maflow in via Boccaccio 1 a Trezzano sul Naviglio per decidere come costruire unitariamente la mobilitazione del 25 giugno. L’assemblea proseguirà fino alle 21.00, orario in cui sarà possibile cenare in Maflow.
Per aderire all’appello:  coordinamentolucc@yahoo.it – 3494906191 – 3495107754

Primi firmatari:
RSU Maflow; RSU Mangiarotti Nuclear; Massimiliano Murgo RSU FLMU-CUB, Osvaldo Celano RSU FIOM-CGIL Marcegaglia Buildtech; RSU FIOM-CGIL Selex Galileo Nerviano; RSU HMC CLUBHOTEL; Collettivo Lavoratori OMNIA; Roberto Firenze RSU USB Comune di Milano; Roberto DeVidi, Davide Marcomin, Marco Buonaventura, Ficca Camillo RSA FILCAMS-CGIL San Carlo; RSU USB Consiglio Regione della Lombardia: Galli Marina, Rallo Vito, Salvi Michele, Sfondrini Guido, Valenti Angela; RSU USB Giunta Regione Lombardia: Baratella Silvia, Biancardi Donatella, Binosi Giuseppe, Manganella Rosella, Squeo Fabio; Marco Fabio Panaro RSU-USB Comune di Trezzano sul Naviglio; Renato Pomari RSU FIOM-CGIL IBM Vimercate; Fabio Clerici RSU FIOM-CGIL  Marzoli(Gruppo Camozzi) Palazzolo (BS); Riccardo de Venere RSU FIOM-CGIL Iveco FPT Pregnana M.; Santino Mario Tripodi, Antonio Nicolò RSA CUB Coop FourService C/o UNES Vimodrone; Gruppo Lavoratori Iscritti FLC-CGIL Vodafone Milano; Sergio Borsato insegnante Istituto Fermi San Giuliano Milanese; Andrea Fumagalli Università di Pavia; Francesco Fantini Selex Galileo; Stefano Ferrario Coop. Soc. ONLUS “Il seme” Varese; Giuseppe Palatrasio – precario scuola Istituto Bellisario di Inzago; Achille Zasso, pensionato, Rete 28 Aprile; Saidou Moussa Ba, mediatore culturale; Recaldini Margherita – RSU SdL intercategoriale –USB del Comune di Brescia; Franchini Massimiliano Autotrasportatore precario; Stefano Mori USB Comune di Brescia; Tessadrelli Antonio comune di Brescia; Elisabetta Crippa,Marina De Berti insegnanti Istituto Comprensivo Costa Cinisello Balsamo; Lavoratrici e lavoratori ASL Milano 2 – Melegnano

Scarica l’appello

Cena dell’associazione

3 giugno 2010

SABATO 12 GIUGNO DALLE ORE 20
presso SpaziOdazione la casetta verde nel parco di via Odazio tra via Lorenteggio e via Giambellino
Tram 14 – Bus 50 61 64

La formula e’ quella di sempre che ci ha reso famosi nel circuito:
SOTTOSCRIZIONE LIBERA
MINIMA CONSIGLIATA: disoccupati (specializzati e non) 5 euro / precari 10 euro / a tempo inteterminato 15 euro

E’ molto gradita la prenotazione entro il 11 giugno sera

Scarica la locandina

RACCONTIAMOCI: LA VITA DELLE DONNE, IERI E OGGI

3 giugno 2010

La scuola di italiano delle donne dell’associazione “Le radici e le ali”

organizza

RACCONTIAMOCI: LA VITA DELLE DONNE, IERI E OGGI

Una mattinata di incontro e di scambio tra donne con le allieve e le insegnanti.
Martedi’ 8 giugno 2010 dalle 9,30 alle 11,30.
Si conclude con un aperitivo.
Vi aspettiamo numerose presso i locali dell’associazione

Scarica la locandina in italiano, francese, spagnolo e arabo

Sanatoria colf e badanti 2009: clandestinita’ di stato!

3 giugno 2010

CHI E COME POTEVA ACCEDERE ALLA “SANATORIA” 2009

A settembre del 2009 il governo emette un Decreto legge che permette l’emersione dal lavoro nero solo per Colf o Badanti. Tutti gli altri lavoratori non possono fare domanda. Molti datori di lavoro hanno dovuto “fingere” che i lavoratori alle loro dipendenze fossero colf o badanti (anche se magari erano muratori,  falegnami…) per aiutarli ad avere un permesso di soggiorno; altri invece hanno licenziato i lavoratori per non dover pagare i loro contributi Inps.
Spinti dalla disperazione molti lavoratori immigrati hanno cercato qualsiasi forma possibile per avere un permesso di soggiorno. Molti hanno subito vere e proprie truffe organizzate: questo è il caso dei 600 lavoratori assunti da un’ agenzia di lavoro temporaneo a Massa Carrara che non ha presentato nemmeno una domanda di regolarizzazione. Ha chiuso ed è sparita con tutti i soldi chiesti ai lavoratori stranieri.
Ci domandiamo:

CHI CREA LA CLANDESTINITÀ?

Se il governo avesse fatto una legge che permetteva la regolarizzazione di tutti i lavori queste situazioni non si sarebbero verificate. Al governo interessava soltanto riempire le casse del INPS (le quasi 300 mila domande di regolarizzazione hanno portato un incasso di 150 milioni di  euro). A loro non interessa combattere seriamente il lavoro nero.

IL GOVERNO CAMBIA IDEA STRADA FACENDO

Secondo la legge le espulsioni non sarebbero state un motivo che impediva la regolarizzazione. Oggi, sulla base di un’interpretazione della legge, le espulsioni sono diventate un motivo per rigettare la domanda di emersione. Migliaia di immigrati hanno ricevuto espulsioni, non perché siano delinquenti ma semplicemente perché non esiste nessun modo di regolarizzarsi anche avendo un lavoro! Paradossalmente, le persone che hanno un maggior inserimento sociale rischiano di più l’espulsione. C’è chi ha avuto l’espulsione uscendo dalla scuola di italiano o perché era in un bar. Invece chi delinque è abituato a nascondersi e sa quali precauzioni prendere.

E’ NECESSARIA UNA NUOVA REGOLARIZZAZIONE

L’ultima regolarizzazione ha dimostrato ancora una volta che non sono gli stranieri che vogliono rimanere nella “clandestinità” ma che appena il governo offre una possibilità cercano di mettersi in regola. Questa “sanatoria” non risolverà il problema del lavoro nero e più di 500 mila lavoratori immigrati continueranno a vivere e lavorare nella clandestinità. Urge una nuova regolarizzazione per tutti gli immigrati.

LA CRISI COLPISCE TUTTA LA POPOLAZIONE MA IN PARTICOLARE AGLI IMMIGRATI

Migliaia di lavoratori hanno perso o rischiano di perdere il lavoro. Tuttavia per i lavoratori immigrati il problema non è solo il lavoro ma il rischio di cadere nella clandestinità dopo molti anni di vita in Italia. Agli immigrati che perdono il lavoro gli viene dato un permesso di soggiorno per disoccupazione di soli 6 mesi al termine del quale se non ne trovano un altro diventeranno irregolari… insieme alle loro famiglie.

NELLA NOSTRA CITTÀ SEMPRE PIÙ REPRESSIONE

Invece di favorire politiche che promuovano la convivenza, a Milano il Comune risponde decretando il coprifuoco (via Padova), con la repressione (come è accaduto con i Rom in via Triboniano) o non da soluzioni ai problemi concreti come è il caso di centinaia di rifugiati costretti a vivere da mesi per strada. Condanniamo questi episodi ed esigiamo alle istituzioni politiche che promuovano l’accoglienza.

CHIEDIAMO

  • Per il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione per tutti gli immigrati che hanno fatto domanda di regolarizzazione e che hanno avuto un rigetto;
  • Per l’allungamento della validità dei permessi di soggiorno per disoccupazione;
  • Per una nuova regolarizzazione per tutti gli immigrati;
  • No al reato di clandestinità!

MANIFESTAZIONE SABATO 5 GIUGNO

ORE 15 Piazza Cordusio

Adesioni e info:
Comitato Immigrati in Italia Milano: comitatoimmigratiitalia.milano@gmail.com
Comitato Primo Marzo Milano: primomarzomilano@gmail.com

Scarica il volantino in: Italiano, Arabo, Francese, Spagnolo, Portoghese

CHI E COME POTEVA ACCEDERE ALLA “SANATORIA” 2009

A settembre del 2009 il governo emette un Decreto legge che permette l’emersione dal lavoro nero solo per Colf o Badanti. Tutti gli altri lavoratori non possono fare domanda. Molti datori di lavoro hanno dovuto “fingere” che i lavoratori alle loro dipendenze fossero colf o badanti (anche se magari erano muratori, falegnami…) per aiutarli ad avere un permesso di soggiorno; altri invece hanno licenziato i lavoratori per non dover pagare i loro contributi Inps.

Spinti dalla disperazione molti lavoratori immigrati hanno cercato qualsiasi forma possibile per avere un permesso di soggiorno. Molti hanno subito vere e proprie truffe organizzate: questo è il caso dei 600 lavoratori assunti da un’ agenzia di lavoro temporaneo a Massa Carrara che non ha presentato nemmeno una domanda di regolarizzazione. Ha chiuso ed è sparita con tutti i soldi chiesti ai lavoratori stranieri.

Ci domandiamo: CHI CREA LA CLANDESTINITÀ? Se il governo avesse fatto una legge che permetteva la regolarizzazione di tutti i lavori queste situazioni non si sarebbero verificate. Al governo interessava soltanto riempire le casse del INPS (le quasi 300 mila domande di regolarizzazione hanno portato un incasso di 150 milioni di euro). A loro non interessa combattere seriamente il lavoro nero.

IL GOVERNO CAMBIA IDEA STRADA FACENDO

Secondo la legge le espulsioni non sarebbero state un motivo che impediva la regolarizzazione. Oggi, sulla base di un’interpretazione della legge, le espulsioni sono diventate un motivo per rigettare la domanda di emersione. Migliaia di immigrati hanno ricevuto espulsioni, non perché siano delinquenti ma semplicemente perché non esiste nessun modo di regolarizzarsi anche avendo un lavoro! Paradossalmente, le persone che hanno un maggior inserimento sociale rischiano di più l’espulsione. C’è chi ha avuto l’espulsione uscendo dalla scuola di italiano o perché era in un bar. Invece chi delinque è abituato a nascondersi e sa quali precauzioni prendere.

E’ NECESSARIA UNA NUOVA REGOLARIZZAZIONE

L’ultima regolarizzazione ha dimostrato ancora una volta che non sono gli stranieri che vogliono rimanere nella “clandestinità” ma che appena il governo offre una possibilità cercano di mettersi in regola. Questa “sanatoria” non risolverà il problema del lavoro nero e più di 500 mila lavoratori immigrati continueranno a vivere e lavorare nella clandestinità. Urge una nuova regolarizzazione per tutti gli immigrati.

LA CRISI COLPISCE TUTTA LA POPOLAZIONE MA IN PARTICOLARE AGLI IMMIGRATI

Migliaia di lavoratori hanno perso o rischiano di perdere il lavoro. Tuttavia per i lavoratori immigrati il problema non è solo il lavoro ma il rischio di cadere nella clandestinità dopo molti anni di vita in Italia. Agli immigrati che perdono il lavoro gli viene dato un permesso di soggiorno per disoccupazione di soli 6 mesi al termine del quale se non ne trovano un altro diventeranno irregolari… insieme alle loro famiglie.

NELLA NOSTRA CITTÀ SEMPRE PIÙ REPRESSIONE

Invece di favorire politiche che promuovano la convivenza, a Milano il Comune risponde decretando il coprifuoco (via Padova), con la repressione (come è accaduto con i Rom in via Triboniano) o non da soluzioni ai problemi concreti come è il caso di centinaia di rifugiati costretti a vivere da mesi per strada. Condanniamo questi episodi ed esigiamo alle istituzioni politiche che promuovano l’accoglienza.

CHIEDIAMO

  • Per il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione per tutti gli immigrati che hanno fatto domanda di regolarizzazione e che hanno avuto un rigetto;

  • Per l’allungamento della validità dei permessi di soggiorno per disoccupazione;

  • Per una nuova regolarizzazione per tutti gli immigrati;

MANIFESTAZIONE SABATO 5 GIUGNO

ORE 15 Piazza Cordusio

Adesioni e info: Comitato Immigrati in Italia – Milano Comitato Primo Marzo – Milano

comitatoimmigratiitalia.milano – primomarzomilano@gmail.com


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